La crisi Argentina
La proposta di ristrutturazione
Il Governo argentino ha proposto il rimborso del debito
attraverso lo scambio delle vecchie obbligazioni con:
Opzione A: obbligazioni
con una pronunciata riduzione del valore nominale;
Opzione B: obbligazioni
senza riduzione del valore nominale o con riduzione
minima, ma con scadenza più lunga
rispetto all’Opzione A;
Opzione C: obbligazioni
senza riduzione del valore nominale o con riduzione
minima, con capitalizzazione degli
interessi, ma con scadenza più lunga rispetto
all’Opzione B.
Ognuna delle tre opzioni potrà avere una cedola
legata alla crescita economica, in cambio di una cedola
fissa più
bassa. L’obbiettivo del Governo argentino è
quello di formulare i dettagli delle opzioni in modo
tale da ottenere
una riduzione del valore nominale del debito complessivo
del 75%. La proposta che prevede il taglio del capitale
considererà dunque un rimborso probabilmente
esiguo del valore nominale delle obbligazioni. Tale
valore
sarebbe comunque rimborsato a scadenze brevi, ma ancora
da stabilire. Inoltre, le autorità argentine
specificano
che non saranno pagati interessi fino ad una completa
ripresa dell’economia (non prima di due anni).
Il Ministro
dell’economia Lavagna ha anche escluso un’offerta
di pagamento di parte del debito in contanti il prossimo
anno.
Complessivamente, si tratta di una proposta che tiene
conto del fatto che ci sarà una negoziazione
nei prossimi
mesi. La disponibilità a trattare è un
chiaro segnale di flessibilità sui termini della
proposta stessa. Inoltre, visto
che maggiori risorse destinate ai creditori si traducono
in minori risorse per l’Argentina, la proposta
effettuata
deve tener conto della necessità del Governo
di dare un segnale di forza al proprio elettorato in
vista delle
elezioni di novembre.
La posizione della Task Force Argentina
La Task Force Argentina ha respinto la proposta,
che sarà comunque oggetto di negoziazione. Il
Presidente della
Task Force, Nicola Stock, ha infatti sottolineato che
l’associazione intende negoziare per la conservazione
del
valore nominale delle obbligazioni, concedendo unicamente
un allungamento delle scadenze e una riduzione
delle cedole. Tale richiesta si avvicina maggiormente
all’opzione B, che tuttavia non soddisferebbe
totalmente le
richieste della Task Force, il cui Presidente ha sottolineato
l’auspicio che le trattative, che inizieranno
ad ottobre,
terminino entro aprile 2004.
L’accordo con il Fondo monetario internazionale
E’ stato raggiunto l’accordo tra
Argentina e FMI. Il piano triennale pospone il pagamento
di debiti per $21 mld e
prevede il raggiungimento di un surplus primario (esclusi
gli interessi) del 3% del Pil nel 2004. Il FMI ha dunque
approvato il prestito da $12,5 mld. L’accordo
non ha trovato l’unanimità degli uomini
del Fondo, alcuni dei quali
lamentano la mancanza di precisi obiettivi di bilancio
ed il fatto che non siano considerate la riforma bancaria
e
quella fiscale, importanti per la sostenibilità
della ripresa. Il prestito ha comunque aperto la strada
per la
ristrutturazione del debito.
La situazione economica migliora
In Argentina i dati di agosto mostrano un aumento
della produzione industriale dell’1,8% (m/m) e
del 17,5% su
base annuale. Si tratta del decimo aumento consecutivo
che conferma i segnali di ripresa dalla stagnazione
economica degli ultimi anni. Inoltre, è stato
registrato un significativo aumento del surplus pubblico
primario (che
esclude il pagamento degli interessi), a 881,5 mln di
Pesos ad agosto da 696,8 mln di un anno prima. Secondo
quanto riportato da S&P, una crescita sostenibile
dell’economia argentina richiede non solo la ristrutturazione
del
debito ma anche una profonda riforma del sistema fiscale.